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La pedagogia Calabriana PDF  | Stampa |

L’appartenenza all’ente religioso Opera Don Calabria si concretizza in uno stile educativo calabriano pervaso del senso di fiducia in Dio Padre che ama tutti e ciascuno in modo particolare. E’ propriamente la dimensione familiare che caratterizza il pensiero di fondo nella dimensione di una accoglienza calda e quanto più possibile serena. Tutto ciò si esplica in uno stile educativo che tiene al centro la persona vista nella sua unicità ed inviolabilità. A partire quindi dal recupero del senso della propria irripetibilità, che nasce dalla stima di sé e dal riconoscimento della proprio esserci da parte degli altri, si tenta di far acquisire una capacità critica di analisi del reale che conduca ad una matura responsabilità nelle scelte. Per favorire così una crescita sufficientemente ordinata dentro una società che diventa sempre più complessa. Il nostro compito è quello di aiutare il minore a scoprire le sue risorse e a valorizzarle offrendogli un ambiente di vita dove solidarietà, gratuità, non violenza, partecipazione, famiglia siano i valori di riferimento. Si tenta di dar vita ad una pedagogia attiva: condivisione e confronto, promozione dell’autonomia e della libertà del minore, valorizzazione delle diversità.

Il richiamo alla pedagogia calabriana passa per la metafora della casa rivolta nel contempo agli operatori ed agli ospiti. Ogni casa ha caratteristiche particolari, ma tutte hanno elementi portanti quali le fondamenta, la forma e l’interno per poi arrivare, a quell’elemento che non è fondamentale, ma arricchisce: il giardino della casa.

L’educatore è colui che testimonia il dono ricevuto mantenendo vivo l’atteggiamento di ricerca per far fruttare i Talenti ricevuti nell’azione concreta, sapere che esiste anche un progetto dell’educatore diventa le fondamenta. Aderire a quel progetto comporta disponibilità al cambiamento, al farsi verso l’altro, alla testimonianza in prima persona.
La forma della casa è data da un atteggiamento relazionale fondato su trasparenza, armonia, essenzialità, rispetto e servizio. Bisogna rifarsi a tutta la storia rappresentata da un nome, che non è solo storia passata, ma persiste in un profondo legame con la dimensione del tempo presente e del futuro. La storia dell’altro non deve essere guardata solo scientificamente, ma deve aiutare gli educatori ed i ragazzi a crescere nell’osservazione, nell’analisi, nella progettazione semplice e fluida, nella condivisone delle cose e nel concreto agire.

La sostituzione della funzione genitoriale assunta dall’educatore è temporanea: l’educatore intenzionalmente agisce “come se fosse” il genitore, ma senza diventarlo. Il minore è figlio proprio di coloro che lo danneggiano, consapevoli o meno, essi sono al contempo la sua radice e una fondamentale risorsa.

L’interno della casa si vede nella trasparenza della personale e costante riflessione sullo stile di vita: essere concreti, liberi dagli stereotipi, capaci di fare proposte forti, sapendo che i gesti si “vedono” solo se dietro c’è passione intenzionale. L’interno della casa è la propensione della persona ad essere ottimista, anche in un reale abbandono alla Provvidenza; il coraggio di attraversare le zone d’ombra, parti invisibili ma produttive del non agio, compromettenti sul piano del benessere individuale e relazionale.

Il giardino della casa è lo spazio dell’apertura agli altri. L’accoglienza acquista maggiore senso se vissuta in un vero clima di famiglia, appartenenze e identificazione. In una dimensione di attenzione alla contemporaneità, l’educatore deve conoscere il mondo giovanile e imparare a dialogarci. Portare i ragazzi a contatto con la tradizione di una cultura non violenta, fare con loro esperienza di luoghi, di volti, di viaggi, di relazioni buone, ma anche accettare le dimensioni dello scontro e del contatto fisico per diventare capaci di relazioni non verbali, ambito dove non valgono tanto i saperi quanto la capacità di usare e gestire lo spazio, il tempo e il corpo.
Favorire la crescita del giardino come luogo di esperienze forti, di attività fisica, di scontro e di incontro per diventare solidali e capaci di compartecipare ad un obiettivo comune.
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 11 giugno 2008 )
 
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