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L’Opera Don Calabria oggi porta il nome dal suo Fondatore San Giovanni Calabria. Quando è sorta si chiamava “Casa Buoni Fanciulli”,
nome con il quale il Fondatore voleva indicare la bontà di fondo di
ogni ragazzo che accoglieva e le sue potenzialità da sviluppare.
E’ iniziata a Verona accogliendo sei ragazzi sbandati e senza famiglia.
Diffusasi la notizia di questa casa, ben presto i ragazzi accolti
crebbero a dismisura tanto che fu necessario acquistare
(con la generosa elargizione di un benefattore, il conte Francesco Perez) un ex convento in disuso sulla collina di San Zeno in Monte, quasi un balcone sulla città.
Ben presto il cuore di don Calabria allargò il suo sguardo sulle altre
povertà della gente: orfani della prima guerra mondiale, anziani
rimasti soli e alla deriva, malati che non erano in condizione
economica di curarsi quando la sanità pubblica non era ancora
organizzata, parrocchie della periferia abitate solo da poveri e
non in grado di autofinanziarsi.
Tutto questo gli fu possibile per una fede eroica e incrollabile in un
Dio che è Padre e si prende cura dei suoi figli attraverso la sua
materna Provvidenza.
Fu così che l’Opera varcò i confini di Verona e si insediò in
provincia di Vicenza, di Padova, poi a Roma, a Milano ed infine giunse
a Ferrara dove dal 1951 anima e gestisce la Città del Ragazzo.
Dopo la morte del Fondatore, 1954, si diffuse in altri continenti, ed oggi è presente in 14 nazioni.
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