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SERVIZIO DI PROMOZIONE E RIABILITAZIONE
DELL’AUTONOMIA
Presso il Centro Perez, laboratorio occupazionale e di transizione
al lavoro per persone con disabilità acquisita, si attiva un servizio di Promozione e Riabilitazione
dell’Autonomia,
che affianca e rafforza le azioni di promozione della qualità
della vita e di reinserimento socio-occupazionale già presenti
all’interno del Servizio dell’Istituto don Calabria.
Le azioni per l’Autonomia del Centro Perez, forte dell’esperienza
specifica maturata nel campo della DISABILITA’ ACQUISITA,
si collocano all’interno della riabilitazione sociale,
nella terza fase della riabilitazione (fase degli esiti) delle persone
che acquisiscono in età giovane adulta danni cerebrali
non degenerativi.
Elementi di FORTE INNOVAZIONE E QUALITA’ DEL
SERVIZIO:
1. Progettazione integrata. Cioè un Comitato Tecnico,
coincidente con il Gruppo Tecnico Scientifico previsto
dalla Convenzione per il Centro Perez ed allargato, per questo
specifico servizio, alle figure professionali sotto descritte,
che definisca criteri di inclusione, tempi e modalità di trattamento.
Questo Comitato, che prevede un fisiatra, due psicologhe
cliniche (l’una neuropsicologa e psicoterapeuta, l’altra psicoterapeuta
specializzata in terapia familiare), un assistente
sociale in rappresentanza dei servizi sociali, un rappresentante
dell’Azienda USL e un operatore del Centro Perez, ha
il compito di:
• SUPERVISIONARE GLI INGRESSI ED EVENTUALMENTE SCEGLIERE
SE E COME MODIFICARE I CRITERI CONCORDATI
PER EVENTUALI ECCEZIONI
• LAVORARE NEL TEMPO ALLA PREPARAZIONE DI ADEGUATI
STRUMENTI DI VALUTAZIONE
• CREARE COMPETENZE PER L’ABILITA’ CLINICA DI COMPRENDERE
IL SIGNIFICATO REALE E PREDITTIVO DELLE VALUTAZIONI
E FORMULARE L’OUTCOME SPECIFICO PER LE ADL2
• RACCOGLIERE E DIFFONDERE RISULTATI E BUONE PRASSI
2. Percorsi individualizzati e/o di gruppo di sostegno
ai familiari. Il servizio di sostegno ai familiari deve
avere carattere di precocità e continuità, deve facilitare
e permettere la separazione genitori-figli, fisiologica quando
i figli si affacciano all’età adulta in condizioni di “normalità”.
E’ necessario prevedere che anche in condizioni di disabilità
questa separazione possa avvenire, per permettere lo sviluppo
massimo delle abilità dei giovani adulti disabili e per
tutelare la salute psicofisica dei caregiver. Non è possibile
accedere al servizio se non esiste la disponibilità dei familiari
referenti di intraprendere un percorso, concordato e scelto
in tempi e modi, sulla propria “abilità di dare e vivere l’autonomia”.
In genere questa Azione viene svolta dal Servizio
Sociale di riferimento, in stretta collaborazione con il Team
interprofessionale, costituito presso il Centro Perez per la
realizzazione dei percorsi di autonomia.
3. Training alle persone. Le azioni di promozione dell’autonomia
sulle persone intendono sviluppare e recuperare le
abilità di:
-
mobilità (utilizzo in sicurezza di mezzi pubblici e privati,
orientamento nei luoghi di appartenenza)
-
utilizzo denaro per piccole e grandi spese personali (compresa
la gestione di un budget settimanale o mensile)
-
vita indipendente (cucina, pulizie, pianificazione spesa,
utilizzo lavatrice..)
-
capacità di organizzare il proprio tempo
-
utilizzo dei mezzi di comunicazione principali (telefono,
internet) per la vita in autonomia

Queste azioni vengono progettate periodicamente e monitrate
dal TEAM, costituito presso il Centro Perez in acordo
con il servizio che ha in carico i familiari.
A seguito di un primo incontro con la persona, i familiari ed il
servizio sociale di riferimento, vengono impostati e condivisi
gli obiettivi a partire dall’analisi della domanda della persona
e dei familiari e dalle valutazioni e previsioni della riabilitazione
medica (outcome globale).
I tempi di trattamento sono scelti dal Team a partire dal livello
di disabilità Disability Rating Scale e dal livello cognitivo
(scala LCF-R) (vedi allegato 1)
A partire dalla valutazione in ingresso, si impostano obiettivi
sia con i familiari che con le persone con cerebrolesione acquisita,
utilizzando come sistema di classificazione e monitoraggio
l’ICF dell’OMS.
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RISORSE UMANE:
Componenti del Comitato Tecnico di Ferrara
Fisiatra e Neuropsicologo Anna Cantagallo (dipartimento
di Medicina Riabilitativa S. Giorgio).
e psicoterapeuta Paola Perini (Centro Perez).
Psicoterapeuta della famiglia Anna Ruggeri (ASP di Ferrara)
Assistente sociale Enza Fichera (responsabile Disabilità
Adulta ASP di Ferrara).
Educatore professionale Stefano Sitta (A. USL)
Ing. Conrad Binder (Centro Perez), coordinatore del Comitato
Tecnico.
Componenti del Team
Neuropsicologo e psicoterapeuta Paola Perini (Centro
Perez)
Psicoterapeuta della famiglia Anna Ruggeri (ASP di Ferrara)
Assistente sociale del caso:
Ing. Conrad Binder (Centro Perez), coordinatore del Comitato
Tecnico.
Dott.ssa Anna Perale (Centro Perez), coordinatore amministrativo.
I Tutor che effettuano in prima persona le azioni per la promozione
delle autonomie delle persone sono: educatori professionali,
laureati in scienze motorie, psicologi junior.
MODELLO ORGANIZZATIVO
Un membro del Comitato Tecnico ha il compito di coordinare
le azioni sui tre livelli descritti in precedenza, di relazionarsi
con i terapeuti che seguono i familiari sia per gli invii che
durante il percorso e di coordinare i tutor.
La psicologa del Centro Perez supervisiona le azioni e discute
i casi settimanalmente con i tutor.
Le psicologhe si interfacciano costantemente e talvolta effettuano
incontri congiunti con persone, tutor e familiari
Le richieste di inserimento nei percorsi di autonomia, che
devono pervenire al coordinatore del Comitato Tecnico presso
il Centro Perez, possono avvenire:
- privatamente da famiglie
- su richiesta di altri servizi come integrazione e collaborazione
a loro progetti (UOMR, UCG, SMRIA, SIL, Formazione
Professionale, associazioni, cooperative sociali,
laboratori protetti…)

CRITERI DI INCLUSIONE:
Il Comitato Tecnico ha condiviso i seguenti criteri:
è molto importante per l’inserimento in un percorso di autonomia
nelle attività di vita quotidiana secondarie (mobilità,
gestione di sé, della casa e del denaro) il livello di funzionamento
cognitivo: viene pertanto utilizzata la scale
Level of Cognitive Function- versione Revised (10 punti invece
che 8)
LCF-R uguale o maggiore di 5
Altro strumento utizzato per lo screening di ingresso è il livello
di disabilità misurato con la Disability Rating Scale. In
questo caso la persona deve avere 0 sia nell’area vigilanza/
responsivita’, sia nell’area abilita’ cognitiva per la cura di sé.
Accettabile un livello funzionale tra 1 e 3 (indipendenza con
particolari necessità ambientali - dipendenza lieve e dipendenza
moderata), qualsiasi punteggio nell’area impiegabilità.
Il servizio che segnala la persona è pertanto sollecitato a
presentare la persona con il punteggio LCF-R = o> di 5 e
DRS COME DA ALLEGATO |
REGOLE PER LA SEGNALAZIONE DI UN CASO:
- l’assistente sociale compila la scheda di invio e la inoltra
al Centro Perez all’ing. Binder.
- Qualora l’inviante sia un privato, deve fare richiesta
formale all’assistente sociale del territorio perché inoltri
l’invio tornando al punto 1.
- Verificata l’ammissibilità del caso secondo i criteri sopra
esposti, il coordinatore Perez si occupa di organizzare
il primo incontro del Team , compatibilmente con i tempi
di lavoro del servizio e la priorità segnalata, a cui saranno
presenti:
a. assistente sociale del caso
b. persona e familiari o altre figure di riferimento
c. psicologa del sevizio sociale
d. psicologa del Centro Perez
e. possibile anche la presenza di un tutor a seconda dei
casi, valutazione ad opera della psicologa del Centro
Perez
- Durante il primo incontro si effettuerà una valutazione
della situazione e della famiglia e l’analisi della domanda, al
fine di ipotizzare gli obiettivi del percorso.
- Verrà proposto un patto formale tra la Rete dei servizi
e la famiglia, dove ciascuno si prende degli impegni. E’
solo a partire dal mantenimento di questi che sarà possibile
raggiungere gli obiettivi di outcome specifici, che saranno
formulati dopo un primo periodo di valutazione.
Allegato 2 prima pagina della CARTELLA PERSONALE:
scheda invio.
A seguito del primo incontro le referenti del caso del Team
e del Servizio sociale presenti al colloquio stabiliscono il
percorso compilando,
ALMENO NELLA PARTE SITUAZIONE ATTUALE E BILANCIO FAMILIARE, la seconda parte della
scheda personale (allegata)
Per definire i tempi dei percorsi, è stato anche approvato
un modello allegato per la valutazione equa dei tempi di
attività in base alla DRS e al livello cognitivo e di consapevolezza.
Inizia così il percorso della riabilitazione sociale verso le
adl2, in cui il Centro Perez si occuperà dei percorsi sulle
persone ed il Servizio Sociale dei percorsi sui familiari.
La referente dei percorsi sulle persone è la Dott.ssa Perini
(PEREZ), dei percorsi sui familiari la Dott.ssa Ruggeri
(ASP).
Ogni caso sarà gestito con modalità personalizzate e potranno
esserci molte azioni fatte insieme dalle due referenti.
Qualora ci fosse necessità di rivalutare aspetti specifici cognitivi
e motori, la stessa verrà ripresa/presa in carico dal
dipartimento di Medicina Riabilitativa S. Giorgio. |
E’ possibile ipotizzare di attivare percorsi, per persone non
residenti a Ferrara, con altri referenti sia ospedalieri che
sociali, a patto che i servizi condividano strumenti e metodologia |
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