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IL NOSTRO PROGETTO GLOBALELa dignità della persona ed il raggiungimento del più alto livello di funzionamento fisico, cognitivo, emotivo e sociale possibile per ciascun individuo, sono alla base di questo tipo di approccio con lo scopo di migliorare la qualità della vita della persona che ha subito il trauma e della sua famiglia. Le diverse condizioni premorbose, i vari tipi di lesioni cerebrali, gli esiti diversi del trauma, i diversi desideri ed aspirazioni, rendono necessario un progetto individualizzato, cioè un intervento specifico per ogni cliente ideato dagli operatori e concordato con il cliente stesso ed i familiari, con l’obiettivo di fornire agli utenti un’acquisizione o un recupero di professionalità tali da permettere loro, al termine del progetto, l’inserimento nel mercato del lavoro con una produttività adeguata al contesto. le finalità dei progetti sono le seguenti :
Un buon gruppo di lavoro interdisciplinare è essenziale nella riabilitazione della persona che ha avuto un grave trauma cranio encefalico poiché i cambiamenti sul piano cognitivo, comportamentale ed emotivo vanno tenuti in grande considerazione durante la riabilitazione. L’obiettivo centrale del gruppo di lavoro deve essere l’individuo nel suo contesto, il suo ruolo nella società, piuttosto che la performance in una abilità specifica. In questa ottica, il processo di riabilitazione viene ad essere “centrato sulla persona” e non sulla disciplina. L’ACCOGLIENZAI clienti arrivano al Centro, generalmente inviati dall’U.O.M.R. S. Giorgio. Viene loro presentato il progetto nelle sue fasi ed attività. Se il cliente è ritenuto idoneo e lo accetta, previa valutazione funzionale e neuropsicologica effettuata nell’Ambulatorio di Neuropsicologia Clinica dell’U.O.M.R. S. Giorgio, inizia una fase di valutazione a seguito della quale viene concordato il progetto individualizzato. La fase di accoglienza e di presentazione del progetto dura un incontro; quella di valutazione varia in base alle caratteristiche dei clienti stessi. LA VALUTAZIONE E L’ORIENTAMENTOSi può vedere una stessa persona come irrimediabilmente menomata o ricca di promesse e potenzialità” (Oliver Sacks), questa frase ben sintetizza la filosofia con la quale entriamo in contatto con ogni cliente e con la sua realtà. Riteniamo indispensabile entrare in contatto con ogni persona facendo particolare attenzione alle potenzialità, al valore intrinseco che ciascuno ha, alle strategie di compenso che ha già messo in atto in diverse situazioni. Attraverso questa ottica “leggiamo” i risultati delle prove ed osserviamo i comportamenti nelle situazioni più varie. Il bilancio od identità di competenze (Levy-Leboyer, C.; 1993), inteso come una migliore conoscenza di sé al fine di gestire meglio ed in prima persona il proprio sviluppo professionale, ricopre un ruolo fondamentale all’interno della nostra valutazione. L’area di indagine a cui ci rivolgiamo per eccellenza è quella dell’handicap: cioè dello svantaggio sociale che insorge in seguito a menomazione o disabilità; l’entità di tale svantaggio non è solo funzione di questi elementi, ma è condizionata da fattori culturali e ambientali. Questi aspetti costituiscono l’ambito di intervento specifico della riabilitazione sociale (Organizzazione Mondiale della Sanità, 1980 Classificazione Internazionale delle menomazioni, delle disabilità e degli svantaggi sociali). Il cliente viene coinvolto come protagonista nel processo di orientamento e valutazione. La valutazione può essere personalizzata e mirata rispettando l’originalità di ciascun cliente e la sua storia e tiene conto della persona nella sua globalità, necessita pertanto di un approccio pluridisciplinare. La valutazione e l’osservazione hanno un carattere continuo lungo il percorso formativo, per monitorare risultati e difficoltà che possono insorgere La valutazione della persona e l’analisi della mansione consentono di avviare un inserimento “mirato” (matching). La Persona nella sua globalità: aspetti neuropsicologici, motori e funzionali, psicologici, comportamentali, le abilità relazionali, la storia personale, scolastica e lavorativa, la situazione familiare. La Mansione: cioè il tipo di lavoro (la segretaria, il tornitore, il magazziniere, il centralinista, il muratore…) scomposto nei relativi processi per rilevarne conoscenze, competenze, abilità e comportamenti necessari. Tale approccio consente di formulare una proposta professionale idonea alla persona e alla mansione: la persona è in grado di svolgere il lavoro con soddisfazione, ed il lavoro viene svolto in autonomia e qualità. Esiste poi una terza dimensione che fa riferimento alle aziende che esistono sul territorio, con le loro peculiarità: tipo di lavorazione, layout aziendale, organizzazione della produzione, organigramma, qualità del loro lavoro, accessibilità. | ||||||||||||
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Si tenga anche presente che il lavoro di segreteria in diverse aziende può comprendere mansioni di inserimento dati e compiti via via più complessi fino ad un vero management. L’inserimento mirato si aggancia alla realtà aziendale locale e consente di accostarsi alle imprese in un ottica di marketing, cioè di offerta di una persona con una professionalità in grado di rispondere in maniera produttiva alle richieste del datore di lavoro. Con le aziende occorre porre attenzione all’affermazione che una persona handicappata può lavorare altrettanto, se non di più, di una persona normodotata; in alcuni casi può accadere, ma è anche vero che le persone con esiti di grave trauma cranio- encefalico abbiano spesso una possibilità di rendimento basso e comunque anche un discreto rendimento possa venire inficiato da difficoltà cognitive e comportamentali. Ancora, la ricerca tempestiva di un’azienda presumibilmente idonea può consentire l’impostazione di una formazione più efficace. L’osservazione delle tre aree descritte in precedenza consente di agire sui punti di confine fra di esse e aumentare così le probabilità di successo: - fra la persona e la mansione si può intervenire con “ausili” o strategie di compenso per diminuire l’handicap. - fra mansione ed azienda si può intervenire modificando il processo di lavoro, ad esempio con la scomposizione in sottoprocessi da attribuire a personale diverso o alla stessa persona ma in momenti distinti. In questo modo si adatta il lavoro alla persona. - fra azienda e persona si può intervenire a livello della relazione e della comunicazione, effettuando momenti di formazione ed informazione sul trauma ed i suoi esiti ed ottenendo il consenso ad accompagnare la persona in azienda fino al raggiungimento di obiettivi prefissati
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LA FORMAZIONE INDIVIDUALIZZATAAttualmente ci sono due tipi di interventi formativi, sebbene entrambi siano basati sulla individualizzazione dei programmi e dei progetti, un percorso prevede un orario settimanale fisso per l’intero anno scolastico e la frequenza del cliente assieme ad un gruppo-classe, il secondo percorso formativo prevede una frequenza variabile in base alle attività che si prevede di svolgere, iniziando al momento del bisogno, in alcuni casi ancora durante la riabilitazione. Le attività che vengono svolte comprendono: Attività di vita quotidiana e di autonomia. Attività culturali: lettura quotidiani, visione e discussione films, lettura testi e discussione. Informatica: programmi didattici e Office Productivity Tools. Collocamento, ricerca lavoro, colloquio. Analisi dei documenti aziendali e simulazione di attività d’ufficio. Laboratori di falegnameria, meccanica, idraulica, circuiti elettrici, assemblaggio, fai da te, attività creative ed espressive Attività di gruppo per favorire l’accrescimento di abilità comunicative e relazionali. Attività con esperti quali per esempio abbigliamento, cucina, contabilità, programmazione informatica, autocad. INSERIMENTO LAVORATIVOLo scopo fondamentale della nostra attività valutativa e formativa consiste nel reinserimento sociale e lavorativo di persone con esiti di grave trauma cranio-encefalico. Il lavoro comporta un inserimento sociale forte, non solo per la relazione con i colleghi, ma anche per il senso di utilità che prova chi svolge un’attività, per la responsabilità, per la retribuzione, per il ruolo nella famiglia. L’inserimento lavorativo è un momento importante e delicato nel processo for- mativo che avviene in tempi e modalità diverse a seconda delle situazioni. Per quanto riguarda i clienti che prima del trauma lavoravano, il progetto è mirato al rientro nel posto di lavoro, con mansioni quanto più possibile vicine alle precedenti. In questo caso si agisce da mediatori con l’azienda, utilizzando quando necessario, periodi di stage, ingressi graduali anche eventualmente affiancati da un educatore per un tempo determinato. Quando il cliente ha perso il posto di lavoro o non aveva precedenti esperienze lavorative, risulta determinante la ricerca mirata di aziende, attraverso visite approfondite per conoscerne i processi di lavoro, gli ambienti, le risorse umane. Importantissimo per l’approccio con il mercato del lavoro è lo sviluppo di una rete territoriale che vede coinvolti, a fianco del Centro professionale, la Direzione del Lavoro, il Centro Servizi Integrati per l’Impiego ed i Servizi Sociali con i quali, fin dall’inizio del progetto individualizzato, ci si pone in un rapporto di collaborazione, mettendo in rete le rispettive risorse.
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